Golden Ruins

https://sonorus-records.bandcamp.com/album/golden-ruins-son008

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03.02.2018 live @ Arci La Serra / Misophonia, Recanati (Mc)

“Golden Ruins” out now!

https://sonorus-records.bandcamp.com/album/golden-ruins-son008

Cover

“Golden Ruins” is the first collaboration between the two Italian music projects meanwhile.in.texas [Angelo Guido] and Rooms Delayed [Vincenzo Nazzaro], born out of the common intention to freely experiment with six strings, reverbs and resonant feelings.

The album was recorded in September/December 2017 between Brindisi and Bologna, Italy, using two electric guitars and cables, mics, E-bow and self-built effects pedals.

One word, one track to describe seven phases of a common life. From Birth to Death, we’re just dust, ruins made of gold.

“The Worlds We Left Behind”

Great news! meanwhile.in.texas’ “The Worlds We Left Behind” will be released on March 1, 2018 by Sounds Against Humanity. Stay tuned 😉

Recension “Twentynine Palms” – Guts of Darkness

https://www.gutsofdarkness.com/god/objet.php?objet=19903

“De tels travaux s’adressent aux amateurs de field recording et de drones. N’en demeure pas moins un disque cohérent, une véritable plongée dans un désert physique aussi bien qu’interne, une épopée jamais totalement inquiétante mais rarement rassurante…A l’image de nos pensées?”

 

Recensione “Twentynine Palms” – Rosa Selvaggia

http://www.rosaselvaggia.com/recens.dischi_05_17.htm

“Nasce il secondo capitolo del sodalizio tra Paolo Colavita e Angelo Guido che determinò anche il debutto di Skag Arcade su supporto fisico con Fernweh. Nastro da 68 minuti, sei tracce in tutto all’insegna dell’ambient/noise/drone. Si inizia con l’abrasiva “Desert heights” permeata da campionamenti di trasmissioni radio, seguita dalla più riflessiva e stratificata “Lost horse valley”, che rispecchia alla perfezione i paesaggi assolati e gli edifici abbandonati ritratti nelle foto riprodotte nel libretto, nonché la sabbia desertica contenuta nella bustina che accompagna la cassetta, simbolo del sentimento di desolazione che attraversa questo lavoro ed il suo predecessore. Chiude il lato una sorta di brevissimo intermezzo glitch. La maestosa “Neon dusk, neon dust” apre il secondo con un potente assalto sonoro paragonabile al getto di una cascata, che si rimodula in una sorta di noise vagamente ritmato col proseguire del brano, per poi ritornare ad un ambient/drone che si spegne poco a poco, lasciando spazio ad altre comunicazioni radio. La successiva “Inland empire” ha toni più oscuri e misteriosi con le sue voci distorte ed i suoi rumori senza compromessi, che prendono improvvisamente il sopravvento. L’ultima suite da circa dodici minuti è ancora una volta un misto di campionamenti radio e riverberi che covano inquiete vibrazioni e frequenze pronte ad esplodere, ma che finiscono per concedere un finale quieto e post-atomico”.

Recensione “Twentynine Palms” – OndaRock

http://www.ondarock.it/recensioni/2017-skagarcadeandmeanwhileintexas-twentyninepalms.htm

“Un lavoro di sessanta minuti sicuramente non per tutti, caratterizzati da un drone ambient dai connotati noise disorientanti e psichedelici, capaci di scolpire trame sonore e paesaggi mentali grazie a strati di loop e rumori distorti disposti in sequenze ragionate ed alternanze non casuali”.

Grazie al sempre puntuale Davide Pappalardo (e a Marco De Baptistisper la consueta, estrema disponibilità) per questo splendido ritratto di “Twentynine Palms” sulle pagine di OndaRock. “Twentynine Palms”, seconda opera frutto della collaborazione fra meanwhile.in.texas(Angelo Guido) e Skag Arcade (Paolo Colavita), è disponibile nel formato cassetta in edizione limitata, edito dalla label svizzera LUCE SIA, qui:

https://www.discogs.com/it/Skag-Arcade-meanwhileintexas-Twentynine-Palms/release/11058873

 

Recensione “Twentynine Palms” – SoWhat

“Immobili al cospetto di un vuoto assordante, in balia di un horror vacui tradotto in un lungo, lancinante urlo che annulla ogni silenzio. È un magma glaciale eppure crepitante a definire l’allucinata seconda tappa della possibile trilogia attraverso respingenti lande desertiche ideata da Paolo Colavita e Angelo Guido, viaggio immaginifico che esplora le profonde inquietudini dell’essere contemporaneo al cospetto di un mondo sempre più asettico contenitore segnato dalla devastazione”.

Qui la recensione di “Twentynine Palms” a cura di Peppe Trotta per SoWhat!